Note critiche

Lorena Gava

Critica d'arte

Abilissimo interprete di ogni pratica calcografica, Luca Truccolo ha maturato una consapevolezza tecnica che gli consente di raggiungere esiti originali e di sicuro impianto compositivo. Negli ultimi lavori, utilizzando come supporti lastre di ferro e di zinco, l’artista incide le superfici destinandole, poi, ad una sapiente lavorazione ottenuta con pigmenti colorati, inchiostri calcografici e ruggini prodotte chimicamente.

Dal segno studiato e deciso nascono opere di grande fascinazione: le descrizioni di figure e paesaggi mostrano come Luca Truccolo si muova agevolmente dentro un universo iconografico vario che esalta il particolare senza trascurare il ritmo di una narrazione generale e di ampio respiro. La realizzazione di paesaggi estesi e dilatati, al confine tra realtà (l’amato territorio pedemontano e il fiume Piave) e immaginazione, conducono l’occhio dello spettatore oltre i perimetri stabiliti, accompagnano lo sguardo dentro lo spazio di prospettive inusuali fortemente appaganti.

 

Luisa Fabris

Artista

E' un passaggio importante quello che Luca ci manifesta oggi, un salto, un'evoluzione: dai contrasti di luce e ombra morbidi e repentini arriviamo a contrasti estremi, netti e decisi. Cos'è cambiato dentro e fuori? Il luogo. Il luogo in cui Luca vive (quindi la realtà descrittiva quotidiana, l'ambiente) e il luogo interiore, quello più fertile e in trasformazione, l'unione con un'altra persona, la nascita e la nuova futura nascita, nuove luci e ombre. La certezza che il luogo può cambiare.
L'artista ha appoggiato lo sguardo su qualcosa di eterno. A livello tematico invadono le persone, con i loro volti e risvolti psicologici, non sono solo umani: sono raffigurazioni di personalità, identità concrete. Le persone diventano luogo nel quale addentrarsi, specchiarsi e raffigurarsi.
 

Gabriella Niero

Giornalista e critica d'arte

Gli spazi simbolici percorsi da questo bravo ed originale autore trevigiano ci parlano di esperienze ed emozioni legate alla vita e a tutto ciò che rimane nel passaggio dell’esistenza umana. Le sue grafiche possiedono una profonda forza evocatrice, soprattutto perché accolgono figure e volti dai profili indefiniti che travalicano l’immagine ed offrono sensazioni che scuotono il cuore e la mente, talvolta rasentano le suggestioni del vissuto. Le campiture dilatate, i contrasti luce ed ombra, le tracce misteriose dello spazio ci conducono verso esiti in cui l’occhio si immerge voluttuosamente nella tensione di un’immagine psichica ove la ”presenza”assume un toccante effetto simbolico-espressivo.

 

Orfango Campigli

Giornalista e critico d'arte

Un ottimo pittore che mostra figure umane ambientate con aspetti profilistici ed emozionali; opere che esprimono sottigliezze inquiete e immaginifiche.

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